Archivio per la categoria 'salute'

ciao a tutto il sito!!
ebbene..tirando le somme qui il momento è alle porte..oggi sono di 35 sett!!direi che ci sono quasi..manca giusto giusto il momento di godermi il primo sole cn Matteo e poi la mia estate sarà fatte tra poppate,notti insonne ecc..ma chi se ne frega..va bene cosi!!che bugiarda che sono..nn è vero!!in questo ultimo periodo mi è presa un ansia da “ce la farò??”!!sarò una buona mamma?resisterò alla truppa di parenti che faranno avanti e indietro da casa x vedere se ce la faccio??avrò i nervi stabili(cn il caldo poi..ffff)!
tutti fanno gia progetti”ma si..vieni qui a casa mia che ti do una mano..”..”ma siiii..vengo li la mattina a tenerti compagnia”..”ma xchè nn ti trasferisci qui..((Mia suocera..abita 15 min di macchina da me..io senza patente,nico lavora lei lavora praticam mi voleva far star da sola tt il gg a casa sua cn i bimbi e credo sia un gesto di egoismo portarmi via da mia mamma che lei benissimo sa che mi aiuterà mooolto!!me la sono cavata cn una risata isterica!!!)) e allora penso a questo punto..nn è che l aiuto mi snervi ancora di piu???
vorrei solo nico di fianco a me ma deve lavorare(FORTUNATAMENTE!!)e ci sarà solo la sera!!
un organizziazzione la troverò..
l altro gg sono stata all ospedale..ho chiamato la mia gine xchè erano 3 gg che avevo contrazioni fastidiose e mi ha consigliato un monitoraggio!!arrivo mi attaccano alla macchina e in 1 ora nn ne ho sentita nemmeno 1..che sfiga!!hahahahaora ho la visita domani sera x vedere quanto è cresciuto e speriamo mi dia il via x il mare..3 gg a milano marittima!!relaxxxxx..ho bisogno di te x caricarmiiiiii!!!!
Matteo invece ha imparato piu o meno bene a fare i capricci..ha quasi 15 mesi..direi precoce il pupo è..
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gli piace moltissimo star fuori casa,anche del balcone si accontenta l importante è NN STARE IN CASA!!come farò dopo??o mamma mia..ecco l ansia che mi prende..
bene..piccolo aggiorn fatto..certo nn sarà l ultimo..nn so se riuscirò a scrivere sabato,devo preparare le valigie x stare via solo 3 gg mi porto la casa!!hahaha ![]()
ma appena ho un attimo scriverò di Mirko..
salutoniiiiiiiiiii

matteo prova costume! ![]()

io a 34 settimane!
Ebbene si…eccomi a scrivere di te mentre dormi….incredibile a dirsi!!! Stai dormendo nel riduttore del lettino ed io sono sola a casa…Mi sembra una conquista indicibile poter dire che dormi sereno anche la mattina. Tuo nonno paterno, che si diletta in bricolage,ha fatto su mia richiesta un’alzata per il lettino di 30° che mi ha permesso di provare a metterti a riposare nel riduttore (il letto vero e proprio sarebbe troppo per te che ami trovare un contatto dopo pochi movimenti)…un successone!!! Pare…e tremo solo a dirlo…che tu stia iniziando a prendere dei ritmi di sonno regolari e ti arrabbi anche moltissimo se per un qualsiasi motivo vengono sfasati… I reflussi persistono ed inizi a rimettere l’ultimo latte ingurgitato liberandoti un poco ma sembra che la fascia con la quale ormai ti porto ovunque e la costanza con la quale provo a metterti a dormire ritmicamente cantilenandoti il solito motivetto stiano dando i loro frutti. Nelle ultime due settimane da soli abbiamo iniziato a trovare i nostri spazi e ci perdiamo occhi negli occhi giocando e ridendo come avremmo dovuto fare dall’inizio…Ti adoro e scopro ogni giorno lati nuovi del tuo carattere… Sei vivace e curioso: testardo al punto giusto facendoci capire con decisione ciò che vuoi. Adori tuo padre che vedi pochissimo ma che riconosci a metri di distanza. Sono rimasta di sasso quando 4 giorni fa ti sei messo a piangere come un disperato: eri in braccio alla nonna paterna che ti incitava felice ad osservare chi sarebbe salito dalla scala….alla vista del nonno anzichè del papà che di solito si palesa ai tuoi occhi al rientro dal lavoro, ti sei immusonito tremendamente e non hai esitato un secondo a dimostrare la tua delusione con un sonoro pianto!!!
Vedi poco tuo padre ma ne hai una venerazione…Adoro vedervi ridere insieme e soprattutto osservare il viso stupito di fronte ad ogni tuo progresso di quel ragazzo che vicino a te mi appare uomo!Ha un’enormità di attenzioni e, con la sua calma, riesce a quietare anche me che, ogni tanto cedo, ai tuoi infiniti pianti ed i nervi hanno la meglio. A quel punto ti lascio solo per un minuto e cerco di ritrovare serenità e calma per poter rasserenare te! Capisco solo ora quanta pazienza e quanto self control sia necessario in certi casi e vorrei veramente che tuo padre potesse essere presente tutti i minuti di tutto il giorno per capire perchè, talvolta, per la stanchezza fisica e mentale, la sottoscritta cede. Ma alla fine con il suo sorriso dolce comprende e, senza troppe parole, ci guardiamo negli occhi quando finalmente ti mettiamo a letto la sera e, una carezza è sufficiente per dirci che passerà e che i tuoi sorrisi ed i tuoi gorgheggi ci ripagano per tutto….ti amiamo!
Stato schifoso
ciao a tutte, la presente è un ulteriore contributo all’articolo del nostro Barbapapà.
Col mio compagno,(ormai dovrei dire promesso sposo)ci siamo informati per il bonus bebè.
Ragazzi che amara delusione e nervi a 300000!!!!!
è stato eliminato ed è stato proposto al suo posto, un prestito agevolato(agevolato a chi???? alle banche erogatrici!!). l’unica agevolazione era solo sul tasso d’interesse!!!circa il 6% anzichè il 12 da usurai!!!!abbiamo fatto 4 conti e ci siam detti:beh,meglio che niente,cosi possiamo affrontare con più serenità le spese per il matrimonio!!!!allora,ci hanno chiesto un sacco di dati,rimandati di settimana in settimana perchè non ne sapeva niente nessuno e alla fine ci hanno risposto che non diamo troppe garanzie!!!!noi abbiamo un lavoro autonomo,io risulto una mamma lavoratrice autonoma, e da quando è nata Sofia mi sono dovuta mettere in maternità nel periodo per me più pieno lavorativamente!!!!quindi ho avuto un bel calo!!!!nonostante questo mando avanti tutto,non sono indietro con i pagamentio dell’imps e mi dicono che non do abbastanza garanzie??????????ho un diavolo per capello!!!!!la tentazione di abbandonare tutto e tutti è fortissima…..aspetto solo la goccia che faccia traboccare il vaso!!!!!!e cambio proprio nazione!!!!non abbiamo più diritti!siamo solo buoni a pagare le tasse!!!!e i politici????loro si godono i loro milioni di euro per non fare un cavolo e prendere decisioni solo per la loro casta!!!dopo questo sfogo grillino,vado a cambiare il culetto di mia figlia che mi sta uccidendo con le sue esalazioni!!(tanto per stare in tema col discorso appena affrontato!!)
Ciao a tutte e tutti!
Forse (anzi sicuramente) questo post sarà pubblicato domani…
Mercoledì 02 Giugno 2010
L’imperatore Federico I di Zena assaggerà la sua prima pappa!
Siamo emozionatissimi!
Vi terrò aggiornati
Baci Fra’
P.S. Mi sono dissanguata al supermercato Biologico e ho comprato tutto Bio… almeno la prima volta…
Si sa, gli occhi hanno da sempre un’attrattiva particolare, sono …
questo è solo il sommario dell’ articolo originale…
Santa Maria Maggiore
Santa Maria Maggiore promossa a pieni voti.
E’ una meta indicatissima per far un picnic all’aria aperta. Il primo dell’anno, il primo, a pensarci bene, con la nostra barbabimba.
Santa Maria Maggiore è dalle parti di Domodossola, a un paio d’ore di macchina da Milano. Ci siamo andati grazie al fratello della barbamamma che ci ha tirato in mezzo. Sei adulti e 4 bambini.
Proprio il picnic in versione classica: plaid nella pineta, panini, tanta natura e giornata strepitosa.
Il tutto in un’area popolata da tantissime altre famiglie e servizi che spuntavano come funghi qua e là con molta discrezione: una scuderia dove affittano i cavalli e i pony per i più piccoli, una piattaforma area dove fare una sorta di percorso avventura sospesi nel vuoto, un bar per un buon caffè e non solo, un’area giochi, un campo da pallone e da basket.
A proposito del pony: abbiamo fatto la pazzia e l’abbiamo preso per mezz’ora. La follia non è stata economica (7€), quanto piuttosto portarlo in giro con in groppa la barbabimba: il pony era interessato solo a brucare l’erba e tirava come se fosse indemoniato. Ho provato a strattonarlo con tutte le mie forze al pensiero di “ora ti faccio vedere chi comanda” ma non solo non sono riuscito smuoverlo ma non ho avuto, nemmeno per un istante, la sensazione che si potesse spostare o che lo potessi impensierire. Insomma, 30 minuti di tira, andiamo, dai, basta, vieni, su… praticamente un secondo figlio!
L’estate è davvero meravigliosa, viverla in pieno, tra i monti e all’aria aperta con i bimbi regala sempre tanta allegria e… stanchezza.
Siamo morti, com’è sto fatto?



(prima o poi a fare lo stupido un bimbo mi scivolerà… l’ho già messo in conto… ma si divertono tutti così tanto!!
)
Giocando sul tappeto……
Caro diario,
il nostro Giorgio è un bambino meraviglioso: dolce, coccolone, socievole, giocherellone…… e bello, anzi bellissimo! E vero che ogni scarrafone è bello a’ mamma sua (si scriverà così? Boh?), ma lui è davvero bello! Lo dicono tutti, chi ci conosce e chi no, la gente mi ferma per strada, al supermercato, dal dottore… allora sarà vero! E poi ha uno sguardo da grande, dolce e intenso! E più passa il tempo e più ce ne innamoriamo! Non che sia facile la nostra vita, anzi. Spesso la stanchezza, le corse, gli orari miei e di Luca da far incrociare, coincidere perfettamente, tutto questo ed altro ancora mi distrugge, ma quando vedo Giorgio so che ne vale la pena. Ed ora che ha otto mesi penso a come passa in fretta il tempo e a quanto è cresciuto. Lo so che è normale e giusto che sia così, ma io mi stupisco di ogni suo progresso e cambiamento! Ride di gusto per mille motivi, per le mie smorfie e per i nostri versi, che spesso cerca di imitare e qualche volta ci riesce! Come quando fa il gabbiano ( è vero, fa un gridolino che sembra un gabbiano!) o le pernacchie, dice “maaaa” ed io mi illudo che mi stia chiamando ( ma forse lo fa davvero!) ed aspetto di sentirgliela dire tutta quella parolina magica “mamma”! Ha imparato a rigirarsi nel lettino, lui che dormiva girandosi sul fianco o a pancia in giù e in su senza spostare la coperta, quasi come un grande, ed ora invece lo ritroviamo di traverso, con le gambe alzate a mo’ di spaccata, o a pancia in giù che si afferra al lettino tentando di alzarsi. In realtà il nostro Giorgio è un pigrone e di alzarsi non ne ha voglia, e pensare che quando aveva quattro mesi si metteva a sedere e ci rimaneva perfettamente in equilibrio (quasi sempre!), e noi tutti convinti che avrebbe cercato subito di gattonare, alzersi, camminare….. Forse un po’ è colpa nostra, soprattutto mia, perché non sono stata molto costante nel metterlo sul tappeto, ma solo perché lui mi voleva con sè ed io avevo tante cose da fare, mezza giornata è troppo poco…… Mio figlio viene prima di tutto, prima della casa, dei nostri pasti, del mio sonno, della spesa e del lavoro, ma senza il mio lavoro non possiamo farcela, devo lavorare, ma vorrei tanto fare solo la mamma……. E non mi piace lasciarlo da solo a giocare, lui è sempre con me, in braccio (”eh si, lo hai viziato”, “”ma non lo tieni troppo in braccio?”), a volte anche mentre cucino o faccio cose complicate, come riempire o svuotare la lavatrice e la lavastoviglie o altro ancora, o nel passeggino e ci segue in ogni nostro spostamento per casa. E tutto questo vale per me e per Luca. Forse non sarà un metodo molto appropriato, ma quando si è da soli e non si ricevono aiuti da nessuno, ci si organizza come si può, cercando di non far mancare a nostro figlio la nostra presenza ed il contatto con noi, fisico e visivo. Luca è un padre meraviglioso, dolce e attento, premuroso e amorevole sia con Giorgio che con me, è molto più di quanto potessi immaginare. Ed io che temevo potesse avere delle difficoltà con un bambino, ma solo perchè non ha avuto fratelli minori, o cuginetti o nipotini a cui badare, o semplicemente da “vivere”.
Ed ora io e Giorgio giochiamo sul tappeto, che in realtà è una vecchia trapunta. lui ha imparato a fare il gambero e a rotolare fino al pavimento nudo, gli piace toccarlo e battere la mano, sentire il suo rumore ed il freddo del pavimento. Si arrampica su di me e ride, sorride e tenta di baciarmi a-modo-suo, mettendomi le manine ai lati del viso o tra i capelli, e quei suoi baci tutti sbavosi e meravigliosi che sa dare solo a me! (anche volendo a Luca non può farlo: ha la barba!). Ho comprato un cesto per i suoi tanti pupazzetti e giochini, lui li guarda, li bacia, li ciuccia, li sbatte sul pavimento o sul suo corpo, li tocca (a volte ne tocca due, quasi a volerne sentire la differenza), adora il suo cuscino con Titti e quando lo vede ride e tende le braccia, poi lo prende, lo bacia, lo abbraccia e il tutto ridendo di felicità! Qualche mese fa mi sono stupita vedendo che anche nei pupazzi lui guarda gli occhi e l’ho capito quando, per caso, ho coperto gli occhi del suo gattino, un sonaglio di stoffa che a lui piace tanto, e lui lo ha buttato via.
Ed io lo guardo e penso a quanto è meravigliosa la vita e che grande regalo ci ha fatto, a noi che abbiamo novant’anni in due, a me che ormai pensavo di non riuscire a realizzare il sogno di un bambino, a noi perché ogni giorno ci regala un po’ di giovinezza grazie a nostro figlio, anche se quando andiamo a letto la sera sembriamo due catorci distrutti (ah ah ah!!)…..
Che fortuna abbiamo, un figlio meraviglioso e sano e il nostro amore forte che ci aiuta nei tanti momenti di difficoltà. E grazie al nostro amore abbiamo superato il dolore della perdita delle precedenti gravidanze e abbiamo trovato il coraggio di provarci ancora, e la vita ci ha premiati con il regalo più bello, nostro figlio.
E’ proprio vero, la vita è una ruota che gira, e gira e rigira tutto serve, tutto ci aiuta e ci fa ritornare al punto di partenza, all’inizio di una vita, a un sogno realizzato.

Uno dei problemi più seri nei trapianti, è la scarsa …
questo è solo il sommario dell’ articolo originale…
Sanguinare in gravidanza
Il sanguinamento può avvenire in vari momenti della gravidanza. Per quanto sia allarmante, potrebbe essere o meno una complicazione grave. Il momento in cui avviene, la quantità di sangue e la presenza o meno di dolore variano a seconda della causa.
Il sanguinamento nel primo trimestre è abbastanza comune e può essere dovuto ai seguenti motivi:
- Aborto (perdita della gravidanza)
- Gravidanza ectopica (gravidanza nella tuba di falloppio)
- Malattia trofoblastica gestazionale (un disturbo raro che potrebbe essere cancerogeno, in cui si sviluppa una massa di tessuti fetali e di placenta a forma di grappolo)
- Impianto della placenta nell’utero
- infezione
Il sanguinamento dopo circa 20 settimane può invece essere dovuto ai seguenti motivi:
- placenta previa (la placenta è vicina o copre l’apertura cervicale)
- distacco della placenta (la placenta si stacca dall’utero prematuramente)
- causa sconosciuta
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- Secrezioni vaginali in gravidanza
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- Segnali d’allarme in gravidanza
Non so se sapete che oltre a scrivere su Bravibimbi ho un blog privato:
http://inviaggioconpollicino.blogspot.com/
dove posto pressappoco gli stessi articoli. Ebbene, stamattina ho ricevuto questo commento al mio articolo di ieri.
Ciao! Ci siamo conosciute al corso di preparazione al parto e in una delle tue mail avevi mandato l’indirizzo di questo blog, così ogni tanto sono passata e ho letto alcuni tuoi post, con l’intenzione di lasciarti un messaggio. E finalmente oggi l’intenzione riesce a trasformarsi in azione
Il tuo diario è molto ricco di emozioni, informazioni, curiosità e di pensieri positivi. Ho particolarmente gradito i post “quel bambino immaginato” e “parola di pollicino”
E ho notato che ti piace sperimentare: l’uso della fascia al posto del trio spaziale (navetta, ovetto, passeggino), le tecniche dall’elimination comunication, la ricerca di prodotti biologici e la simpatia per la Hipp. Insomma, apprezzo e condivido il tuo atteggiamento critico nei confronti di ciò che il mondo globalizzato ci propone o impone. E mi piace pure l’impegno per sostenere le donne che scelgono l’allattamento al seno. Anche io ritengo che questo tipo di esperienza sia esclusiva, non solo per le caratteristiche nutrizionali del latte materno ma anche per gli aspetti affettivi e relazionali. Tuttavia, proprio questa duplice natura – nutrizionale e affettiva – dell’allattamento al seno mi porta a fare una considerazione. Sotto l’aspetto nutritivo, il latte artificiale è sempre un ripiego (ad oggi non c’è una “formula” che renda il latte artificiale uguale a quello materno). Il latte artificiale è quindi sempre un ripiego! Sul versante affettivo-relazionale, invece, il latte artificiale può essere una valida alternativa nei casi in cui l’allattamento al seno rischi di trasformarsi in un’esperienza frustrante e/o stressante. Escludendo il fatto che ci siano donne che non hanno latte e che tutte (o quasi) possono allattare, ci sono molti motivi (personali, familiari, sociali) per cui un’esperienza potenzialmente positiva può diventare molto, troppo impegnativa sino ad essere insostenibile. In questi casi, insistere con l’allattamento al seno significherebbe fare prevalere l’aspetto nutrizionale su quello affettivo, rischiando di compromettere la qualità del processo di costruzione delle relazioni di attaccamento (vedi lo sfondo teorico sul sito “psicologia perinatale” che hai inserito tra i tuoi link preferiti). E quest’ultimo aspetto è mooolto più importante di quello nutritivo: “nel bambino la fame dell’amore e della presenza materna è non meno grande della fame di cibo” (Bowlby, 1951). Insomma, il bambini hanno bisogno di sentirsi protetti e di essere accuditi da persone affettivamente presenti, a prescindere dal fatto che il latte arrivi dal seno o dal biberon. Dunque, l’allattamento al seno è preferibile, ma se l’allattamento artificiale può aiutare le donne a trovare un buon equilibrio con se stesse, con il bambino e con le altre figure significative… perché no?
Mi pare di essermi dilungata, ops!
Vabbè, così ho compensato il silenzio dei mesi precedenti!
Un sorriso
Rosanna e Raffaele
Inutile dire che cade a fagiolo rispetto all’argomento di cui volevo parlare oggi, ma siccome sto preparando i bagagli per la Svezia, mi limito a gettare un amo e copincollarvi un altro articolo molto ben fatto di una consulente in allattamento che conosco solo via web. A Rosanna dico che ha perfettamente ragione e che concordo col suo pensiero. Come mamma io non dimentico che per certe madri con certe situazioni quello che per me è stupendo o magico può diventare insostenibile, dal punto di vista fisico o emotivo e che probabilmente chi non allatta al seno avrà bisogno di molto più sostegno. Spesso le madri che non ce la fanno o scelgono di non allattare non sono sostenute da nessuno e sono quelle che ne hanno veramente bisogno perché tutto grava sempre e solo sulle mamme, e tutti intorno, dai familiari allo Stato, anziché offrire aiuto concreto e informazioni corrette sanno fare solo demagogia riempendoci di discorsi ipocriti ma non sostenendo nella pratica chi vuole allattare.
Vi saluto dunque con questo articolo di Antonella Sagone dal titolo
Ma è così impegnativo allattare?
Spesso nel parlare di allattamento al seno si fa un quadro idilliaco e lontano dalla realtà, in cui la mamma che allatta viene rappresentata come una cornucopia di abbondanza, e l’accudimento del neonato viene ridotto a uno scarno schemino di poppate e sonnellini, con qualche cambio di pannolino che può essere delegato magari al papà. Uno studio effettuato intervistando coppie di genitori in attesa ha mostrato che la loro idea di una giornata con un neonato rappresentava lunghi periodi in cui il bambino semplicemente dormiva, e pochi brevi periodi di poppate ben distanziate fra loro.
La realtà è molto differente: i piccoli dell’uomo sono del tipo a “contatto continuo”, e cercano ininterrottamente il seno, il latte, le braccia materne; anche se possono più o meno bene adattarsi anche a situazioni innaturali come il dormire in una culletta o il ciucciare un oggetto di gomma invece del morbido seno della mamma che dà il latte.
Questa enorme discrepanza fra immagine mitica e realtà ha creato per reazione la percezione dell’allattamento al seno come un grosso sacrificio, un periodo durissimo fatto di privazioni, rinunce, fatiche inenarrabili, notti insonni, vite sconvolte e fuori controllo.
È anche vero che molti allattamenti, nella nostra società così poco attenta a proteggere e sostenere la nutrice e il lattante, sono nelle prime settimane costellate di difficoltà reali o presunte: pessimi inizi in ospedale, interferenze, bambini che non sanno più come si poppa al seno, allattamenti troppo poco frequenti o poppate troppo brevi per stimolare adeguatamente la produzione e drenare bene il seno, e poi la sequela di disavventure (ingorghi, ragadi, cali di produzione) e di aggeggi più o meno opportuni (biberon, disinfettanti per capezzoli, paracapezzoli, bilance, orologi…) fino ad arrivare ai divieti assurdi che rendono la vita della nutrice un rosario di privazioni, con i divieti a mangiare questo o quello, le difficoltà ad uscire col bambino dentro le ingombranti carrozzine, i (per fortuna rari) episodi di intolleranza verso chi allatta in pubblico, le astruse regole da rispettare sul dove e quando mettere a nanna il bambino “per insegnargli a dormire bene”, che di fatto costringono la mamma a interi mesi di clausura… tutti questi sacrifici non sono causati dall’allattamento, ma da come questo viene effettuato o considerato nella nostra società.
Ci sono allattamenti faticosi e durissimi all’inizio, ma per cattive partenze e difficoltà da superare: ma non è affatto scontato che l’allattamento sia costellato di guai.
Ci sono poi allattamenti che vanno bene, il che significa, per i primi mesi almeno, avere un bambino che poppa apparentemente in modo quasi ininterrotto, che interrompe il tuo sonno per poppare 2, 3 o più volte a notte, che necessita di tempo per essere accudito, allattato, lavato, cambiato, portato in braccio, trastullato, tempo, tempo, tempo… per non parlare del tempo impiegato in altre attività collaterali, come fare la spesa andando a comprare pannolini (se li si usa), vestitini, libri di puericultura, visite dal pediatra, eccetera…
Anche quando le cose “filano lisce”, insomma, è indubbio che per molti genitori l’arrivo del bambino in casa sia un terremoto che mette tutto sottosopra e lascia disorientati e stravolti. “Possibile che non faccia che poppare? Ma non dovrebbe dormire adesso? Perché piange, dove ho sbagliato? Perché non cresce secondo le curve? Quando riprenderò fiato?”
Ma una buona quota dello stress, senso di sopraffazione, frustrazione e ansia che si prova è causato dal fatto che ci aspettiamo una situazione così lontana dal vero. Alcune frasi fatte ci riecheggiano nella mente e ci portano fuori strada:
“È un bravo bambino? Dorme le sette ore canoniche?” – Ma canoniche per chi? Non per un neonato né, spesso, per un lattante più grande! La cosa normale nei bambini di pochi mesi o anni è che la notte si svegliano e, per riaddormentarsi, vogliono la mamma.
“Si è già regolarizzato?” – Ci aspettiamo che si attacchi al seno in momenti ben definiti, distanziati fra loro in modo regolare: ma non lo facciamo nemmeno noi! I nostri ritmi nel metterci in bocca qualcosa (che sia un pranzo abbondante o un bicchier d’acqua, un caffè, una caramella, una pizza, una sigaretta, un gelato) sono del tutto irregolari nella durata e nell’intervallo: perché un esserino di poche settimane (e con lo stomaco non più grande del suo pugno) dovrebbe fare qualcosa di diverso?
“Ha imparato a staccarsi un po’ da te?” – Quando ci innamoriamo, vorremmo mai stare lontani dalla persona amata? O non cerchiamo in tutti i modi il contatto, i suoi abbracci, o almeno di telefonargli, mandargli i messaggini? E perché mai il neonato, per il quale la mamma è tutto il mondo, dovrebbe invece farsi “scaricare” senza proteste né ansie, in un’età nella quale non sa nemmeno comprendere e misurare il tempo che lo separa dal suo ritorno?
Queste osservazioni altrui, questi continui richiami a standard irreali, ci disorientano e ci riempiono di dubbi quando stiamo di fronte al bambino reale. Insomma, è ciò che ci aspettiamo a darci la maggiore fregatura e a farci sentire tradite, inadeguate, a metterci in allarme – quando invece siamo in piena normalità.
Certo, poi ci sono bambini facili e bambini difficili: quelli che non si accontentano della tetta, ma che vogliono risposte sofisticate, e che comunque non trovano pace se non per brevi istanti… ma anche con loro, quanti problemi in più ci facciamo, oltre all’impegno puro e semplice di prenderci cura di loro! Molto spesso è proprio lo sforzo di resistere alla soluzione più semplice – seguire i segnali del bambino e i nostri istinti, seguire i bisogni, ciò che ci è più facile e che ci fa stare meglio – a risucchiarci la maggior parte delle energie e a farci sentire così stanche e disperate.
A volte solo col secondo o terzo bambino l’allattamento si gode veramente, semplicemente perché si è imparato a non avere aspettative, a non voler prendere il controllo della situazione, e finalmente si lascia che le cose vadano come vadano… si ha allora tempo per godersi il bambino, i suoi sguardi, le sue tenerezze, il calore del suo corpo, il peso del suo abbandono quando ci crolla addormentato addosso con capezzolo che sfugge dalle labbra socchiuse, il respiro regolare, le guance arrossate – e allora chissenefrega del mal di schiena o del fatto che ancora non abbiamo trovato il tempo per lavarci i denti…
Questo “tour de force” non è per sempre. È un tempo talmente breve! Un attimo, e già sono alla materna; due attimi e già tua figlia diventa donna, tuo figlio ti chiede in prestito la macchina…
Quel problema che ora ci sembra così grosso (non riuscire ad insegnargli a dormire tutta la notte, a fargli finire tutta la pappa, a capire perché stanotte piangeva) quanto sarà importante fra una settimana, due mesi o tre anni? Cosa ci resterà dentro, alla fine, di questo periodo, i nostri struggimenti, o la tenerezza degli abbracci? E allora, cosa vogliamo che ci sia di più?
Se si sceglie di considerare questo periodo di simbiosi come un’esperienza da assaporare, mollando tutti gli ormeggi e lasciando che la corrente ci porti, che cosa piacevole può essere! Nonostante la fatica fisica pura e semplice del tenere addosso il peso di un bambino per tanto tempo, e i sonni interrotti…
No, non è quello che ci esaurisce fisicamente e psichicamente. Sono le aspettative fasulle su come dovrebbe poppare, dormire, crescer un bambino che ci fanno sentire stanche, inadeguate, angosciate. Quante energie consumate invano cercando di far rientrare a forza il nostro inimitabile bambino, il nostro allattamento, noi stesse in uno schema che, oltre ad essere del tutto irrealistico, soprattutto non è il nostro ma è calato dall’esterno, da questa cultura fatta di orologi, bilance, biberon, tabelle, manuali che ti descrivono persino in che modo devi cullare tuo figlio! Quanto tempo buttato via a cercare di indovinare i ritmi del bambino (che non esistono), a prevenire catastrofi del tutto teoriche, a strappare qualche minuto in più di sonno, qualche grammo in più alla bilancia, qualche secondo in meno al seno, qualche istante in più senza il bambino addosso!
Se si pensa che tutti, prima o poi, cresceranno, saranno autonomi, avranno i loro orari, mangeranno a tavola con noi, andranno in bagno da soli, si vestiranno da sé e sapranno chiederci a parole quello che desiderano, chiediamoci: valeva la pena di darsi tanto da fare a cercare di controllare e modellare queste fugaci prime settimane con il nostro cucciolo, che in fondo non chiede altro che di stare con noi?
Diamoci il permesso di lasciarci andare al caos, all’intensità emotiva e alla dolcezza, ora aspra, ora tenera, di questi primi tempi della vita del nostro bambino: scopriremo che la vita può essere molto più semplice, che le cose veramente importanti sono molto poche e che su tutto il resto possiamo semplicemente scegliere di lasciare che le cose si assestino nel modo che ci fa stare più bene e che ci è più comodo, al di là di ciò che si dice sia giusto o normale fare. Se quando i nostri figli saranno grandi non ricorderemo certo le pesate settimanali o gli orari di sonno, bensì soprattutto gli abbracci, la tenerezza, le risate, le poppate, allora è bello sapere che possiamo, da subito, fare in modo che di quei ricordi ce ne siano tanti.
di Antonella Sagone
È da quattro mesi in stato vegetativo la donna che ieri, agli Ospedali Riuniti di Bergamo, ha dato alla luce la piccola Gaia. La bambina è nata alla trentaquattresima settimana di gestazione, pesa circa due chili e sta bene. La mamma, una quarantenne che vive in provincia di Bergamo, è ricoverata…
nn sono un grillo…
sono una signorina!!!!!!!!!! Questa è l’ultima originale uscita di bianca. Risale a stamattina ed era rivolta a mio padre Nonno Guppavo per Bianca. Lui l’aveva chiamata afettuosamente “il mio grillo” e lei ci haenuto a precisare ….
Bubo papà tornerà stasera da 2 gg di trasferta, per l’occasioe il nonno si è trasferito da noi per aiutarmi e lo ha fatto eccome!!!!!!!!!!! anche perchè da venerdì Iris ha deciso di impazzire e vuolel sempre e solo stare attaccata.
Decisa ad allatare ho raccolto la sfida ma inervi stanno saltando. Ieri sera tra i nomignoli affettuosi “amorino” “il mio fiorellino” ha fatto la sua comparsa “rompipalline”….simtomatico no???? + che altro si può allttare e continuare ad essere una mamma per altri eventuali figli?????a quanto pare no, se qualcuno sostiene il contrario per favore mi faccia partecipe.
Gli ormoni stanno imperando, quando l’apirapolvere è accesa la mia mente ormai andata sente pianti inesistenti di poppanti, mi vengono in mente a raffica episodi di cronaca su sfortunati bambini e mi viene da paingere qa pensarci, sono diventata maniaca dell’ordine e perfezionista, tallono Bubo portandolo allo sfinimento lui prima reagisce mandandomi a quel paeswe dopo diche parte per fantomatiche trasferte di lavoro…..
Iris cresce quindi il altte c’è, ma è molto faticoso e per adesso io tutta sta poesia e sto fascino dell’allattamento nn l’ho ancora visti…….si accolgono seganalazioni…………..la rompiballine si è svegliata











