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Archivio per la categoria 'Economia'

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della propria abitazione, chi necessita
di ristrutturare o migliorare la funzionalità
della propria casa, tante sono le necessità
che prima o poi nella nostra vita dobbiamo essere
pronti ad affrontare.
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Con il termine animazione turistica si intende l’insieme delle attività di carattere ludico, sportivo e ricreativo che vengono organizzate, da personale specializzato, all’interno di una struttura ricettiva – generalmente il villaggio turistico – al fine di intrattenere e divertire gli ospiti soggiornanti, di favorirne la conoscenza reciproca e di facilitare loro la fruizione dei servizi e delle opportunità che la struttura e l’ambiente circostante offrono.

Si ritiene che la prima forma di animazione sia stata quella organizzato nel 1950 ad Alcuida, nelle Isole Baleari, dal fondatore del Club Méditerranée Gilbert Trigano che mette in pratica un’idea di Gérard Blitz. In quella primitiva struttura, in cui gli ospiti erano alloggiati in tende militari e i pasti venivano cucinati a turno, l’animazione era un prodotto spontaneo del gruppo.

La libertà dello stile di vita ed il contatto con la natura costituivano l’attrattiva principale. La prima evoluzione avviene verso la fine del 1950 quando iniziano i primi sostanziosi investimenti volti sia al miglioramento degli spazi abitativi sia all’acquisizione di strutture sportive. I primi animatori sono quindi persone che, in cambio della gratuità dell’ospitalità, offrono parte del proprio tempo agli altri ospiti allo scopo di insegnare loro una particolare disciplina sportiva o di regolare l’accesso alle strutture sportive disponibili. Negli anni 1960 nasce la necessità di una forma di custodia dei bambini mentre i genitori sono impegnati nelle attività ricreative proposte: sono i primi MiniClub.

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In questo contesto nascono in Italia i primi villaggi turistici. Gli anni 1970 segnano un ulteriore sviluppo dell’animazione turistica con l’organizzazione dell’intrattenimento serale. Giochi, piccoli spettacoli, musica diventano aspetti decisivi dell’offerta e richiedono una sempre maggiore organizzazione e professionalità. L moderna animazione turistica, un insieme, cioè, sempre più ampio di attività e servizi organizzati e programmati da personale retribuito e preparato allo scopo, nasce negli anni 1980.

Attualmente il mercato dell’animazione turistica si organizza attraverso tre modelli principali: dipartimento interno, outsourcing, formula mista. In genere, nel mercato italiano, i tour operator proprietari di marchi a forte penetrazione prediligono impostare il servizio di animazione come un dipartimento interno della propria organizzazione aziendale. La gran parte del mercato preferisce invece affidare il servizio in outsourcing appaltandolo ad una delle molte agenzie di animazione presenti sul territorio. Sui mercati internazionali prevale invece un modello misto dove ad un ristretto nucleo direttivo interno all’azienda viene affiancato il gruppo degli animatori reperiti attraverso agenzie diverse, spesso anche di nazioni diverse.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



Il selviturismo (derivante dai termini “selva” e “turismo”), è una forma di turismo collegato all’ambiente boschivo e a tutte quelle attività (Didattiche, Sportive, Terapeutiche, Amatoriali) in esso realizzabili.

Spesso si pratica trascorrendo un determinato periodo di tempo in rifugi, foresterie, o anche in aziende silvicole situate in località d’interesse forestale.

Il selviturismo rappresenta l’ultima evoluzione del turismo naturalistico, poiché, ricostituendo i boschi e salvaguardando la biodiversità, si potrà favorire la sostenibilità in ambiente naturale.

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L’associazione specificatamente impegnata per promuovere e diffondere la conoscenza della Selvicoltura è l’A.S.I. (Associazione Selviturismo Italia) la quale non avendo fini di lucro, si prefigge di implementare il selviturismo a livello Nazionale.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



15 mar

Le Ippovie

L’ippovia è un itinerario percorribile a cavallo, quasi mai asfaltato, che raggiunge e attraversa luoghi naturali come parchi, riserve, boschi, supera colline e valli, costeggia laghi e fiumi, e raggiunge luoghi culturali come aree archeologiche, costruzioni e dimore storiche, borghi.

La parola “ippovia” non esisteva nella lingua italiana, il termine è stato coniato da Giovanni Gamberini e sua moglie Chiara Parenti nel 1984, per connotare un prodotto turistico riguardante itinerari a cavallo sul Monte Amiata, successivamente il marchio è stato da loro registrato presso la Camera di commercio di Siena, da allora è divenuto di uso corrente tale senso.

L’ippovia consente la pratica dell’equiturismo (turismo a cavallo), ma può essere utilizzata anche per la percorrenza a piedi (trekking) o in mountain bike (cicloturismo).

Lungo il percorso vanno previsti Posti tappa, ossia stazioni di sosta attrezzate, possibilmente distanti tra loro non più di 20 – 40 km, dove il cavaliere e il cavallo possono trovare assistenza, ristoro e la possibilità di poter pernottare (in foresterie, agriturismo, casolari privati o pubblici rifugi).

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In Italia vi sono numerose ippovie:

Ippovia del Gran Sasso, un percorso lungo 320 km sito nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. È l’ippovia più lunga d’Italia all’interno di un solo parco. Ippovie più lunghe che collegano più territori sono ad esempio la Roma-Verona realizzata nel 2001 lunga 752 chilometri e l’Ippovia dei Parchi del Lazio, realizzata nel 2003, di oltre 900 chilometri.

Ippovia Italia, il network delle Ippovie realizzate, progettate e promosse dalla Società Italiana del Cavallo e dell’Ambiente Onlus negli ultimi 5 anni. Ippovia Roma-Verona, Ippovia dei Parchi del Lazio, Ippovia Sicilia 2005, Ippovia Adamello-Garda, Ippovia della Maremma-Laziale.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



15 mar

Equiturismo

L’equiturismo o turismo equestre è una pratica dell’equitazione che consiste nell’uso del cavallo per il piacere di cavalcare in luoghi lontani dalla civiltà (ad esempio in campagna). Normalmente lo si pratica cavalcando l’animale stesso ma rientrano sotto questa categoria anche le attività che prevedono l’uso di veicoli a trazione animale quali carri o carrozze.

Non può essere definita propriamente “disciplina” poiché si pratica a solo scopo ricreativo. Esiste tuttavia un tipo di competizione nota come gara di fondo che prevede il percorrimento di un determinato itinerario in un determinato tempo, orientandosi nel territorio. È necessario inoltre che al taglio del traguardo il battito cardiaco del cavallo abbia una frequenza non troppo dissimile da quella che aveva alla partenza.

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Gli itinerari attrezzati per questo scopo si chiamano ippovie, sono normalmente attrezzate per dare la possibilità di intraprendere un viaggio a tappe anche di diversi giorni, appoggiandosi a strutture idonee per le soste o ad agriturismi. La nomenclatura settoriale definisce questo tipo di viaggio con il temine lungoviaggio. L’associazione che si occupa di tutto ciò è la FITETREC-ANTE (Federazione Italiana Turismo Equestre e TREC – Associazione Nazionale Turismo Equestre).

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



15 mar

Ecoturismo

Ecoturismo è la contrazione delle parole turismo ecologico. È una forma di turismo incentrato sull’impegno ambientalista e sociale.

La definizione deriva dai principi dettati nella Dichiarazione di Quebec del 2002, dichiarato dalle Nazioni Unite anno internazionale dell’ecoturismo. In questa occasione l’UNEP (Programma Ambiente delle Nazioni Unite), l’UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) e l’International Ecotourism Society hanno organizzato il summit mondiale dell’ecoturismo a Quebec (in Canada) al quale hanno partecipato 1.169 delegati da 132 diverse nazioni che hanno contribuito alla stesura della Quebec Declaration on Ecotourism. Il 2002 è stato l’anno in cui è stata fatta finalmente chiarezza sul significato del termine ecoturismo che ha superato il concetto di turismo ecologico per incorporare anche gli aspetti legati al rispetto della comunità locale (sociale) ed il suo sviluppo economico oltre la soddisfazione del turista.

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Il summit ha espresso un ampio scacchiere di interessi per una tematica di crescente importanza non solo come settore di notevole potenzialità per lo sviluppo economico, ma anche come potente strumento per la conservazione dell’ambiente naturale a condizione che esso venga adeguatamente gestito. Tali concetti, in sintonia con la filosofia delle Nazioni Unite e della sua agenzia specializzata, la World Tourism Organization, devono cercare di conciliare la domanda dei turisti di fruizione delle risorse naturali, sociali, etiche e culturali, con l’esigenza di garantirne nel contempo l’integrità accrescendone anzi le potenzialità per il futuro. L’ecoturismo in questa prospettiva è caratterizzato da alcuni aspetti peculiari:

è mirato alla promozione di uno sviluppo sostenibile del settore turistico.

non determina il degrado o l’esaurimento delle risorse.

concentra l’attenzione sul valore intrinseco delle risorse naturali rispondendo ad una filosofia più biocentrica che antropocentrica.

richiede all’ecoturista di accettare l’ambiente nella sua realtà senza pretendere di modificarlo o adattarlo a sua convenienza.

si fonda sull’incontro diretto con l’ambiente e si ispira ad una dimensione cognitiva diretta.

Una delle definizioni di ecoturismo maggiormente condivise è quella dell’International Ecotourism Society che recita:

« l’ecoturismo è un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali »

Secondo questa definizione, l’ecoturismo ha una forte componente programmatica e descrive non solo un determinato segmento della domanda, ma anche un insieme di risultati auspicabili, che possono essere riassunti come segue:

compatibilità ambientale e socio-culturale come condizione fondamentale.

apporto di benefici per i progetti di protezione dell’ambiente e per la popolazione locale (partecipazione, creazione e ampia distribuzione di reddito).
accrescimento della consapevolezza ambientale e maggiore accettazione della conservazione della natura come uso del territorio proficuo e adeguato (sia tra i turisti che tra gli altri soggetti interessati allo sviluppo locale).

In base a questa definizione l’Associazione Ecoturismo Italia, referente italiano dell’International Ecotourism Society, propone una sua definizione:

«  un modo di viaggiare responsabile in aree naturali, conservando l’ambiente in cui la comunità locale ospitante è direttamente coinvolta nel suo sviluppo e nella sua gestione, ed in cui la maggior parte dei benefici restano alla comunità stessa  »

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



15 mar

Cicloturismo

Il cicloturismo è una forma di turismo praticata in bicicletta, con le varianti “treno + bici” o con i tour organizzati da agenzie che forniscono supporto logistico e trasporto bagagli.

È una maniera di viaggiare particolarmente economica, che esce fuori dai canoni e dai consueti itinerari del turismo di massa.

I cicloturisti sono quasi sempre accomunati da una spiccata sensibilità ambientale, da una grande passione per la bicicletta come mezzo di trasporto e come stile di vita, da una vivace curiosità per i luoghi sconosciuti al grande pubblico e da una grande adattabilità alle situazioni impreviste.

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Vi sono associazioni come la ECF (European Cyclists’ Federation) che hanno progettato itinerari specifici per gli sportivi intenzionati a intraprendere questo tipo di vacanza. A questo scopo è stata elaborata EuroVelo, una mappa di itinerari ciclistici specifici.

Talvolta si possono usare itinerari “fuori pista”, percorrendo ad esempio le ippovie con l’utilizzo di una mountain bike.

Chi viaggia in bicicletta necessita di servizi: l’assistenza tecnica alla bicicletta, per riparazioni od accessori; la ristorazione ed il pernottamento; la cartografia degli itinerari; le informazioni relative ai luoghi incontrati e le iniziative locali; le indicazioni circa i percorsi protetti al riparo dai pericoli del traffico motorizzato; all’utilizzo combinato di trasporto ferroviario o sull’acqua. A queste esigenze il viaggiatore in bicicletta può accedere dopo aver deciso il proprio itinerario di viaggio, magari attraverso notizie della stampa specializzata, contattando i diversi enti e soggetti locali, le associazioni specialistiche locali ad anche le organizzazioni di più vasto ambito territoriale, come è il caso della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) ed altri ancora.

Una diversa opportunità è quella di rivolgersi ad operatori specializzati nel fornire un’assistenza che spazia dal suggerire itinerari particolarmente idonei per destinazione e percorso, lungo i quali poter contare anche su strutture selezionate, all’offrire un servizio di trasferimento bagagli, tra le diverse sedi dei pernottamenti. Gli operatori specializzati possono anche supportare gruppi precostituiti, che beneficiano così di più servizi ad un costo minore perché distribuito su più persone: suggerimento di itinerari collaudati, indicazioni e prenotazioni per i pernottamenti, trasporto del bagaglio, reperimento di biciclette e borse da viaggio, a noleggio, quando necessario, assistenza al gruppo in movimento. Nel caso di soggetti svantaggiati nel movimento, o sensoriali, tra cui gli utilizzatori di handbike, gli operatori possono anche provvedere, quando necessario, del trasporto di persone e mezzi.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



Il turismo in Italia è una delle attività più redditizie del Paese (12% del PIL totale), grazie alle sue bellezze artistiche, storiche, archeologiche, naturalistiche e paesaggistiche. Il paese era, nel 2004, il quinto più visitato nel mondo con 37 milioni di turisti in arrivo, in calo comunque rispetto al 2002 e al 2003 (39,8 e 39,6 milioni di turisti).

Riportiamo i dati emersi da uno studio dell’ISTAT condotto dal 2002 al 2005 sulla capacità ricettiva in Italia.

Tracciando un quadro generale, l’Italia è dotata di oltre 33.000 alberghi, dalle 5 stelle lusso a 1 stella; nel 2002, vi erano 33.411 alberghi, cresciuti in 3 anni di un centinaio di unità fino a toccare quota 33.527 nel 2005. Tali strutture, sempre al 2005, offrono 2.028.000 posti letto, distribuiti in 1.020.000 camere (con prevalenza dunque di doppie e in minor misura triple) e 1.003.000 bagni.

Oltre agli alberghi, esistono altre strutture ricettive: il villaggio turistico ed il campeggio spesso dotati di servizi di animazione in quanto pensati per ricevere più ospiti in una sola struttura rispetto invece agli hotel. I villaggi e i campeggi sono 2.411, ed offrono 1.344.000 posti letto.

Si segnalano infine 11.700 strutture di agriturismo con una capacità complessiva di 140.000 letti, e 10.000 bed and breakfast (questi ultimi hanno avuto un tasso di crescita eccezionale, passando dai 4.000 del 2002 agli oltre 10.000 del 2005) con 53.000 letti.

In totale, se si aggiungono anche gli alloggi in affitto, l’Italia al 2005 dispone di 130.000 strutture ricettive e 4.350.000 posti letto.

Di seguito, i dati si riferiscono ai vari tipi di alberghi, classifiati per numero di stelle da 5 a 1.

5 stelle e 5 stelle lusso

Nel 2005, in Italia erano presenti 232 alberghi a 5 stelle o di lusso. Tali strutture, classificate come le migliori per qualità e servizi nel Paese, offrono 43.150 posti letto distribuiti su 20.686 camere, dato che conferma la netta prevalenza delle camere doppie in questo tipo di esercizi alberghieri. I bagni sono di più rispetto alle camere, e cioè 21.233.

4 stelle

I 4 stelle sono quasi 3.700, con 502.000 letti distribuiti in 247.000 camere.

3 stelle

I 3 stelle sono i più numerosi, rientrando nella media sia come servizi che come costi: sono 14.500, quasi metà di tutti gli alberghi d’Italia, 940.000 sono i posti e letto distribuiti in 483.000 camere.

2 stelle

I 2 stelle sono 5.000, con 116.000 posti letto.

1 stella

Gli alberghi ad una stella sono 2.000, con 157.000 posti letto.

La “legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta turistica” (legge 17 maggio 1983 n.217) ha rappresentato il primo punto fondamentale per il riconoscimento ufficiale del settore turistico in Italia. Questa legge conteneva, infatti, per la prima volta una serie di norme generali, uguali in tutto il Paese, che costituivano l’ambito nel quale le Regioni avrebbero provveduto a regolamentare il turismo italiano.

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Così, a seguito della legge-quadro, numerose sono state le Regioni che hanno adeguato la propria normativa locale alle disposizioni nazionali. All’inizio del nuovo millennio, però, vi è stata une svolta essenziale nella legislazione turistica italiana: Nel 2001 sono state emanate la legge costituzionale del titolo V (legge costituzionale 18 ottobre 2001 n.3) e la legge 29 marzo 2001 n.135 di “riforma della legislazione nazionale del turismo” con relativa abrogazione della legge-quadro 217/1983 tramite decreto del 22 settembre 2002. La nuova legge costituzionale risulta significativa perché modifica profondamente il titolo V della Costituzione, relativo agli enti territoriali, assegnando alle Regioni la piena autonomia legislativa ed amministrativa in ambito turistico (il quale non rientra nelle 17 materie espressamente riservate alla potestà esclusiva statale).

Le legge n.135/2001 è altrettanto importante in quanto composta da 12 articoli che regolamentano gli ambiti di competenze, le imprese e le professioni turistiche, la realizzazione della Conferenza nazionale del turismo, la promozione dei diritti del turista, la creazione dei Sistemi turistici locali, del Fondo di cofinanziamento dell’offerta turistica, le semplificazioni per il rilascio delle autorizzazioni alle strutture ricettive e l’stituzione del Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



15 mar

Turismo Verde

Turismo Verde è una associazione di agriturismo promossa dalla CIA. È stata fondata nel 1981 dall’allora Confederazione italiana coltivatori prima ancora che la stessa assumesse la nuova denominazione di CIA e fin dall’origine si autodefiniva come Istituto per l’agriturismo e l’ambiente, per la difesa del territorio e per le attività culturali e ricreative nelle campagne.

Il suo sviluppo è parallelo a quello del settore agriturismo e turismo rurale ponendo sempre l’accento sul carattere di integrazione con l’effettivo esercizio delle aziende agricole. Lo stretto legame con una organizzazione sindacale di larga base sociale accentua il collegaento con chi effettivamente svolge una attività lavorativa legata all’agricoltura.

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Turismo verde ha raggiunto una organizzazione territoriale in tutte le regioni italiane.

La tutela degli associati, oltre che all’assistenza tecnica all’apertura e alla gestione dell’attività agrituristica, si manifesta con l’attenzione agli aspetti normativi. [2] La nuova legge 20 febbraio 2006 assegna alle associazioni di categoria più rappresentative un importante ruolo per la promozione dell’agriturismo.

Un particolare impegno dell’associazione è indirizzato a difendere la cultura del paesaggio  con una grande attenzione a problemi ambientali comuni a tutti i cittadini di un Turismo di territorio e responsabile.

A partire dal 2006 Il presidente è Walter Trivellizzi che è stato per anni il presidente della CIA Umbria.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



15 mar

Agriturist

Agriturist è la prima associazione agrituristica costituita in Italia. Nasce nel 1965, per iniziativa della Confagricoltura, come Associazione Nazionale Agricoltura e Turismo per poi assumere (1978) l’attuale ragione sociale di Associazione Nazionale per l’Agriturismo, l’Ambiente e il Territorio (senza scopo di lucro).

Dapprima l’Agriturist ha svolto una intensa attività di studio e promozione culturale della valorizzazione turistica delle campagne e delle aziende agricole, attingendo ad esperienze già da tempo maturate in Francia e in Scozia. Protagonista di questa fase dell’attività dell’Associazione è stato l’imprenditore agricolo toscano, Simone Velluti Zati, presidente di Agriturist dalla fondazione fino al 1998, che partecipa attivamente ad associazioni internazionali (Europa Nostra, Bureau Europeénne de l’Environnement) promuovendo un intenso scambio di esperienze con delegati di tutti i principali paesi europei.

Inizialmente l’idea di Agriturist di promuovere l’ospitalità nelle aziende agricole suscitò l’entusiasmo di alcuni, ma anche la perplessità di altri; questi ultimi vedevano nel nascente agriturismo una frivolezza che avrebbe distratto gli imprenditori agricoli dal proprio ruolo produttivo incoraggiandoli ad abbandonare la coltivazione dei fondi a vantaggio di una più lucrosa attività turistica. Fra i sostenitori della prima ora dell’agriturismo, segnaliamo alcuni dirigenti dell’allora Ministero dell’Agricoltura che sostennero efficacemente, fin dall’inizio, l’attività dell’Agriturist.

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Agriturist puntava al riconoscimento ufficiale dell’agriturismo attraverso l’emanazione di una legge che definisse e disciplinasse l’ospitalità “in fattoria” come attività di promozione e sostegno economico dell’agricoltura. L’obiettivo si realizzò nel 1985, con l’emanazione della prima legge-quadro statale, la Legge 5 dicembre 1985, n. 730. In seguito Agriturist collaborò attivamente all’emanazione delle leggi regionali che dovevano recepire la legge quadro ed indicare norme regolamentari puntuali.

Già dal 1975, tuttavia, Agriturist avviò una intensa attività di promozione dell’accoglienza agrituristica, con la pubblicazione della prima “Guida dell’Ospitalità Rurale”, che verrà aggiornata in edizioni annuali fino ai giorni nostri. Dal 1996 la Guida Agriturist è stata pubblicata anche in Internet all’interno del portale istituzionale dell’Associazione.

Nel 1987, Agriturist ha ottenuto dal Ministero dell’Ambiente il riconoscimento di Associazione Ambientalista.

Nel 1998, Velluti Zati decise di non ricandidarsi alla presidenza.Fu eletto presidente l’imprenditore agricolo Riccardo Ricci Curbastro, romano di nascita, produttore vitivinicolo in Franciacorta.

Durante la presidenza di Ricci Curbastro, durata fino al 2007, l’Agriturist ha sviluppato un’efficiente sistema di assistenza alle imprese su temi normativi, organizzativi e promozionali; ha aumentato il numero delle sedi territoriali (17 Associazioni Regionali, 65 Sezioni Provinciali) e accresciuto la base associativa (circa 4500 imprese). Fra le molte nuove iniziative dell’Associazione, in questo periodo, vanno ricordate: la realizzazione di un sistema di certificazione della qualità di accoglienza (con rilascio del marchio “Agriturist Qualità”), che sarà in seguito accreditato ufficialmente presso il Sincert; e l’istituzione del Convegno annuale dei Quadri Dirigenti. Agriturist ha anche collaborato attivamente alla stesura di una nuova legge-quadro per l’agriturismo, approvata nel febbraio del 2006 (L. 20 febbraio 2006, n. 96).

Dopo Ricci Curbastro, è stata eletta presidente di Agriturist, nel giugno del 2007, Vittoria Brancaccio, imprenditrice agricola napoletana che conduce una azienda in Penisola Sorrentina. Il primo periodo della nuova presidenza è caratterizzato da una incisiva interlocuzione col Dipartimento per il Turismo e con l’ENIT finalizzata ad ottenere una migliore visibilità dell’agriturismo nella promozione dell’offerta turistica italiana sui mercati internazionali.

Dal 2002 Agriturist collabora con il Ministero delle Politiche Agricole alla promozione dei prodotti a denominazione d’origine conducendo specifiche campagne informative alle quali partecipano le aziende associate proponendo menu tipici per far conoscere le specialità agroalimentari italiane riconosciute DOP (Denominazione d’Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta) dall’Unione Europea ai sensi del Regolamento 510/2006.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



L’agriturismo è una forma di turismo nella quale il turista è ospitato presso un’azienda agricola e l’accoglienza è organizzata in connessione con l’attività agricola.

Con varie denominazioni è presente negli Stati Uniti e in diversi paesi europei.

Dopo un periodo di promozione culturale e politica, l’agriturismo è entrato per la prima volta nella legislazione italiana, a livello locale, nel 1973 (provincia autonoma di Trento); a livello statale, la prima legge-quadro per la disciplina del settore è stata emanata nel anni 1985 (Legge 5 dicembre 1985, n. 730). Attualmente sono vigenti una nuova legge-quadro statale (Legge 20 febbraio 2006, n. 96), che indica alle Regioni i principi generali di definizione dell’attività agrituristica, e leggi regionali che indicano alle imprese criteri e limiti per l’esercizio dell’attività stessa.

Secondo la Legge 96/2006, per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali.

Possono essere addetti allo svolgimento dell’attività agrituristica l’imprenditore agricolo e i suoi familiari, nonché i lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato e parziale, che sono considerati lavoratori agricoli ai fini della disciplina previdenziale, assicurativa e fiscale vigente. Il ricorso a soggetti esterni è consentito esclusivamente per lo svolgimento di attività e servizi complementari.

Rientrano fra le attività agrituristiche:

dare ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori;

somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, ivi compresi i prodotti a carattere alcoolico e superalcolico, con preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG o compresi nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.

organizzare degustazioni di prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita di vini.

organizzare, anche all’esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell’impresa, attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, nonché escursionistiche e di equiturismo, anche per mezzo di convenzioni con gli enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale.

L’attività agrituristica può essere realizzata esclusivamente in edifici rurali preesistenti nelle aziende agricole e non più utili alla conduzione del fondo. Sono previsti aiuti finanziari regionali nel quadro dei Piani di Sviluppo Rurale sostenuti dall’Unione Europea.

Secondo le più recenti statistiche ISTAT (2006), in Italia le aziende agrituristiche sono 16.765, di cui 13.854 offrono alloggio con 167.087 posti letto, 7.898 ristorazione, 9.643 attività ricreative, culturali e didattiche. La regione con l’offerta più rilevante è la Toscana (3.798 aziende) seguita dal Trentino-Alto Adige (2.865) e dal Veneto (1.012). Secondo recenti stime dell’Agriturist (2007), il fatturato annuo del settore si aggira sul miliardo di euro.

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Inizialmente concepito come una forma di accoglienza molto semplice, organizzata dagli agricoltori allestendo sommariamente alloggi in edifici aziendali resi disponibili dal rapido ridimensionamento degli occupati in agricoltura, l’agriturismo si è via via evoluto offrendo comfort e servizi adeguati alle esigenze del turismo moderno, pur coerenti con la connessione all’attività agricola prevista dalla legge. In crescita anche l’offerta di servizi didattici con la diffusione delle cosiddette fattorie didattiche che accolgono studenti per far conoscere i diversi aspetti dell’attività agricola e della preparazione di molti alimenti (vino, olio, miele, formaggi, salumi, ecc.).

L’offerta di agriturismo è in costante crescita. Dapprima concentrata in piccole aziende agricole nelle zone collinari e montane, interessa oggi anche grandi aziende, pure di pianura, dando un prezioso sostegno ai redditi agricoli e contribuendo alla conservazione del paesaggio attraverso il recupero degli edifici rurali abbandonati, al consolidamento dell’occupazione in agricoltura, e alla valorizzazione dei prodotti tipici del territorio. L’agriturismo ha inoltre dato impulso allo sviluppo di altre forme di turismo rurale (piccoli alberghi di charme, bed and breakfast, case vacanze) che richiamano clienti ugualmente interessati al mondo agricolo, ma la cui attività è svincolata dalla concreta attività lavorativa nei campi..

Anche la domanda di agriturismo si è notevolmente modificata negli ultimi anni: prima interessava una ristretta cerchia di appassionati di tradizioni e specialità enogastronomiche, oggi coinvolge larghi strati popolari motivati dal contatto con la natura, la buona tavola, la tranquillità, i prezzi generalmente contenuti. Le aziende, inizialmente ad apertura prevalentemente stagionale, attualmente sono per lo più attive per l’intero arco dell’anno, ospitando per i fine settimana come per periodi più lunghi durante le vacanze estive. Crescono gli ospiti stranieri che si stimano nell’ordine del 27% del totale.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.



La richiesta di autorizzazione all’apertura di un’agenzia di viaggio e turismo è presentata al Presidente della Giunta Regionale, fornita dalle seguenti indicazioni:

le generalità e la cittadinanza del richiedente e, ove si tratti di società, del suo legale rappresentante;

le generalità e la cittadinanza del direttore tecnico, se questi sia persona diversa dal richiedente;

la denominazione dell’agenzia;

l’ubicazione e la descrizione dei locali in cui l’agenzia avrà sede;

l’attività che l’agenzia intende svolgere e il periodo di apertura;

la consistenza patrimoniale dell’impresa.

Le domande sono corredate dai seguenti documenti in carta legale:

il certificato di cittadinanza italiana del richiedente, o,qualora il richiedente sia persona fisica o giuridica straniera, il nulla-osta, di cui all’art. 58 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616;

il certificato generale del Casellario Giudiziale del richiedente o del direttore tecnico ;

il certificato d’iscrizione del direttore tecnico all’albo dei direttori tecnici;

un documento da cui risulti la disponibilità dei locali;

una dichiarazione, che assicuri l’esclusiva e continua prestazione di un direttore tecnico presso l’azienda;

la copia autentica dell’atto costitutivo istitutivo della persona giuridica quando sia tale il richiedente, da cui risulti l’indicazione espressa di uno scopo sociale adeguato, nonché l’ammontare del capitale sociale, oltre all’elenco nominativo dei componenti del Consiglio d’amministrazione e a quello dei dirigenti provvisti di procura;

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la pianta planimetrica dei locali, dalla quale risulti la piena indipendenza da ogni altro ambiente commerciale, e un autonomo accesso alla via pubblica, una superficie minima di metri quadri 50, nonché la disponibilità dei servizi igienico – sanitari;

la nota descrittiva dell’arredamento;

Tale documentazione serve pertanto per poter verificare l’esistenza dei requisiti soggettivi, strutturali e professionali previsti dalla legge. Il possesso dei requisiti soggettivi, riguardano principalmente la moralità del soggetto; I requisiti strutturali si riferiscono alle caratteristiche ed al decoro degli ambienti dove l’agenzia dovrà esercitare la sua attività; I requisiti professionali, riguardano la qualificazione e la idoneità di chi si assume la responsabilità della conduzione tecnica e della gestione economica dell’agenzia, cioè il possesso, da parte del titolare o del direttore tecnico, di conoscenze professionali adeguate a far conseguire la produttività aziendale. Ogni agenzia di viaggio e turismo deve avere un direttore tecnico che può anche essere persona diversa dal titolare purché collabori a tempo pieno alla conduzione aziendale. Per poter svolgere questo ruolo, secondo la legge 217/1983, il direttore tecnico deve possedere le seguenti caratteristiche professionali:

conoscenza dell’amministrazione e organizzazione delle agenzie di viaggio;

conoscenza di tecnica, legislazione e geografia turistica;

conoscenza di almeno due lingue straniere.

Inoltre, egli dovrà sostenere un esame, che, se superato comporterà la facoltà di iscrizione all’Albo regionale dei direttori tecnici. Quindi il Presidente della Giunta Regionale potrà rilasciare l’autorizzazione all’apertura di una nuova agenzia qualora:

sussista il nulla – osta degli organi di pubblica sicurezza accertante il possesso dei requisiti;

la localizzazione dell’agenzia sia compatibile col piano regionale;

il richiedente, o il direttore tecnico nel caso in cui la persona fisica titolare dell’autorizzazione non presti la propria opera nell’agenzia con carattere di continuità ed esclusività, risulti iscritto all’albo regionale dei direttori tecnici;

sia accertata l’inesistenza di agenzie con denominazione uguale o simile, già operante sul territorio nazionale;

non sia adottata per l’agenzia la denominazione di Comuni o Regioni italiane;

sia stato versato il deposito cauzionale;

sia stata pagata la tassa regionale.

La cauzione deve essere versata in contanti, o titoli di Stato esenti da vincoli, o mediante fidejussione bancaria, o polizza assicurativa e rimane vincolata per tutto il periodo di esercizio dell’impresa a garanzia dei danni eventualmente arrecati a terzi; lo svincolo è concesso dalla Regione, a domanda, ma non prima che siano trascorsi 180 giorni dalla data di cessazione dell’attività. La licenza d’apertura e di conduzione delle agenzie di viaggio e turismo è soggetta alla ‘’’tassa’’’ sulle concessioni regionali in base alle leggi tributarie regionali vigenti. L’autorizzazione ha validità di un anno e si intende automaticamente rinnovata mediante pagamento, nei termini prescritti, della tassa sopra citata. In caso diverso, il mancato pagamento entro un mese comporta la sospensione automatica dell’autorizzazione; entro tre mesi la sua decadenza.

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