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Archivio per la categoria 'Arte & Cultura'

Il film The Blues Brothers
È uno dei film più visti, da quando è uscito trent’anni fa. The Blues Brothers si fa rircordare per le rocambolesche avventure sonore di Jack & Elwood Blues, consacrate nell’eterno sguardo sornione di John Belushi, scene che sono entrate a far parte del costume nazionale d’America. E non solo. Con Belushi e la sua la band di mattacchioni, peraltro professionisti superbi, che accompagnavano i due fratelli nelle varie mattane in quel di Chicago. Di quella band faceva parte e fa parte Lou Marini, il sassofonista silente che, in una delle più celebri scene del film, Aretha Franklin caccia dal fast-food in cui Lou lavora insieme al marito di lei.

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Il film The Blues Brothers
È uno dei film più visti, da quando è uscito trent’anni fa. The Blues Brothers si fa rircordare per le rocambolesche avventure sonore di Jack & Elwood Blues, consacrate nell’eterno sguardo sornione di John Belushi, scene che sono entrate a far parte del costume nazionale d’America. E non solo. Con Belushi e la sua la band di mattacchioni, peraltro professionisti superbi, che accompagnavano i due fratelli nelle varie mattane in quel di Chicago. Di quella band faceva parte e fa parte Lou Marini, il sassofonista silente che, in una delle più celebri scene del film, Aretha Franklin caccia dal fast-food in cui Lou lavora insieme al marito di lei.

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Inaugura mercoledì 2 giugno 2010 alle ore 18.30, presso la Galleria Zamenhof, l’esposizione di Valentina Carrera BERESHIT, a cura di Alessandro Baito.Bereshit è una mostra che sta toccando le più importanti città italiane restituendo ai visitatori uno sguardo profondo nel cuore della cultura…

Il film The Blues Brothers
È uno dei film più visti, da quando è uscito trent’anni fa. The Blues Brothers si fa rircordare per le rocambolesche avventure sonore di Jack & Elwood Blues, consacrate nell’eterno sguardo sornione di John Belushi, scene che sono entrate a far parte del costume nazionale d’America. E non solo. Con Belushi e la sua la band di mattacchioni, peraltro professionisti superbi, che accompagnavano i due fratelli nelle varie mattane in quel di Chicago. Di quella band faceva parte e fa parte Lou Marini, il sassofonista silente che, in una delle più celebri scene del film, Aretha Franklin caccia dal fast-food in cui Lou lavora insieme al marito di lei.

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E’ con viva emozione che lo staff de L’eco del gusto, il portale del bel romanzo di Emanuele Lombardo ambientato nella Sicilia degli anni della seconda guerra mondiale, presenta, in questo articolo, il testo dell’email ricevuta da parte di una lettrice siciliana. La gentile R. D. C. ha appena ordinato una copia de L’eco del gusto, dopo aver scaricato e letto i primi due capitoli che anche voi potrete trovare cliccando qui.

Se da una parte non riusciamo a resistere alla tentazione di pubblicare questo testo, in forma anonima come sempre, dall’altra siamo ansiosi di ricevere l’email nella quale la nostra lettrice vorrà condividere con gli altri visitatori del portale le emozioni che la storia di Jean de Longville avrà suscitato in lei.

Per adesso godetevi la spontaneità e l’entusiasmo di queste parole. Alla gentilissima R. D. C. vanno intanto i nostri più vivi ringraziamenti (parole così ti danno il coraggio di andare avanti!) e il nostro augurio di buona lettura!


Gentile dottor Lombardo, quale onore parlare direttamente con l’autore…. le racconto come sono venuta a conoscenza del suo libro.

Mi piace leggere e le mie serate invece che passarle davanti alla Tv, le passo in compagnia di un buon libro, molto spesso però rimango delusa dal libro che scelgo. Una sera ero in compagnia di amici ed una ragazza, conoscendo la mia passione per i libri, mi ha detto di avere letto il suo libro tutto in un fiato e averlo trovato coinvolgente e appassionante.
Il giorno dopo è iniziata la mia ricerca vana nelle librerie, poi ho trovato in internet il sito ecodelgusto.it, che ho trovato davvero fatto bene e con mia grande felicità ho potuto stampare e leggere i primi due capitoli, là ho capito che era il libro per me.
La ringrazio allora della gentilezza accordatami nel mandarmi il libro direttamente a casa, le dò il mio indirizzo:
Se le fa piacere mi riservo di inviarle le mie impressioni quando finirò di leggerlo.
Ora che ho sentito la sua voce è cosa ancora più gradita.
R. D. C. – (Bagheria – Palermo)



Prendono il via sabato 5 giugno gli appuntamenti della “Milano delle Indimenticabili”, otto passeggiate gratuite che accompagneranno cittadini e turisti alla scoperta delle storie e dei luoghi dove hanno vissuto le “Grandi Donne Milanesi”. L’iniziativa, che proseguirà fino al 3 luglio prossimo, è…

E’ dedicata all’Odin Teatret, la formazione danese fondata da Eugenio Barba a Holstebro, la rassegna di spettacoli che si svolgerà a Milano dal 4 al 18 giugno. La manifestazione, cui collaborano Piccolo Teatro, Teatridithalia e fondazione Casa della Carità, è un omaggio a una delle formazioni…

di Pia Vittoria Colombo

Nove ore di spettacolo passate in un lampo, senza alcun accenno di noia e senza quasi sentire il peso della stanchezza, nonostante la difficoltà e lo spessore filosofico del testo ottocentesco. Un assoluto consenso per il grandioso lavoro a cui si stava assistendo, che…

Il film The Blues Brothers
È uno dei film più visti, da quando è uscito trent’anni fa. The Blues Brothers si fa rircordare per le rocambolesche avventure sonore di Jack & Elwood Blues, consacrate nell’eterno sguardo sornione di John Belushi, scene che sono entrate a far parte del costume nazionale d’America. E non solo. Con Belushi e la sua la band di mattacchioni, peraltro professionisti superbi, che accompagnavano i due fratelli nelle varie mattane in quel di Chicago. Di quella band faceva parte e fa parte Lou Marini, il sassofonista silente che, in una delle più celebri scene del film, Aretha Franklin caccia dal fast-food in cui Lou lavora insieme al marito di lei.

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un documentario sugli immigrati siciliani in Belgio chiude la rassegna Doc30
La realtà siciliana raccontata attraverso il cinema documentario: questa l’idea della rassegna doc30, ideata da MySyracusae e ospitata dal Circolo Arci Buzz di Siracusa. Un ciclo di cinque appuntamenti che dal 30 dicembre ha visto avvicendarsi, al Circolo di via Perasso, giovani registi e produttori indipendenti in rappresentanza di tematiche quali la valorizzazione dell’isola di Ortigia, la questione delle trivellazioni in Val di Noto, la ricostruzione nella Valle del Belice con il clamoroso caso di Gibellina, e le avventure dei disperati in fuga da Paesi in miseria verso le coste siciliane. Domenica scorsa è stata la volta del nisseno Luca Vullo, con il suo “Dallo Zolfo Al Carbone“, documentario più volte menzionato e premiato in ambito nazionale. Dallo Zolfo Al Carbone è dedicato al fenomeno migratorio causato dal Patto Italo-Belga del 1946, una difficile ricostruzione delle esperienze vissute in Belgio dai nostri antenati nel secondo dopoguerra e dei retroscena politici derivanti dagli accordi bilaterali fra il Belgio e l’Italia neo-repubblicana passati tristemente alla storia in seguito alla tragedia dei minatori di carbone a Marcinelle del 1956.

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un documentario sugli immigrati siciliani in Belgio chiude la rassegna Doc30
La realtà siciliana raccontata attraverso il cinema documentario: questa l’idea della rassegna doc30, ideata da MySyracusae e ospitata dal Circolo Arci Buzz di Siracusa. Un ciclo di cinque appuntamenti che dal 30 dicembre ha visto avvicendarsi, al Circolo di via Perasso, giovani registi e produttori indipendenti in rappresentanza di tematiche quali la valorizzazione dell’isola di Ortigia, la questione delle trivellazioni in Val di Noto, la ricostruzione nella Valle del Belice con il clamoroso caso di Gibellina, e le avventure dei disperati in fuga da Paesi in miseria verso le coste siciliane. Domenica scorsa è stata la volta del nisseno Luca Vullo, con il suo “Dallo Zolfo Al Carbone“, documentario più volte menzionato e premiato in ambito nazionale. Dallo Zolfo Al Carbone è dedicato al fenomeno migratorio causato dal Patto Italo-Belga del 1946, una difficile ricostruzione delle esperienze vissute in Belgio dai nostri antenati nel secondo dopoguerra e dei retroscena politici derivanti dagli accordi bilaterali fra il Belgio e l’Italia neo-repubblicana passati tristemente alla storia in seguito alla tragedia dei minatori di carbone a Marcinelle del 1956.

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Un lugo articolo sul calo di energia maschile in una relazione.

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